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C’è anche il nostro  Simone Fissolo  tra gli eurosaggi che valuteranno le risposte dei cittadini italiani alle 7 domande sull’Europa: e così la Gioventù Federalista Europea, attraverso il suo Presidente nazionale, potrà partecipare ai lavori di analisi dell’ormai conclusa consultazione pubblica online, insieme a giuristi, docenti e giornalisti.

E gli altri eurosaggi? Sono Pier Virgilio Dastoli, Tiziana Di Simone, Enrico Giovannini, Eva Giovannini, Enzo Moavero Milanesi, Arianna Montanari.

Ora, il prossimo step è la conferenza stampa di domani, mercoledì 21 settembre (alle ore 11), per illustrare contenuti e finalità dell’indagine pubblica: parteciperà Giorgio Alleva , presidente dell’Istat, insieme alla Presidente della Camera Laura Boldrini (che ha fortemente voluto l’iniziativa online). Poi, l’analisi dei risultati da parte del comitato di cui fa parte Simone.

Il quale così ha commentato a caldo: “Da domani divento… Eurosaggio! Sono molto onorato di entrare nel team di esperti voluto dalla Presidente Boldrini e di poter analizzare i risultati di un’iniziativa a cui, tra febbraio e agosto di quest’anno, hanno partecipato più di 10 mila cittadini”.

E proprio i numeri indicano bene quanto sia sentito il tema del futuro dell’Unione europea tra la collettività: tra le tre consultazioni finora promosse dalla Camera, questa è quella che ha avuto più successo. Lo scopo, come spiega il sito della Camera dei Deputati, era quello di dare ai cittadini la possibilità non solo di esprimere un giudizio sugli aspetti più graditi o sgraditi dell'attuale Unione Europea, ma anche di avanzare proposte sui cambiamenti che si vorrebbero.

Naturalmente, la speranza comune dei federalisti e della Presidente Boldrini è che i cittadini si siano esprimessi per un’Europa attenta a sviluppo sociale e occupazione. E federale.

Proprio con questa visione nella mente, un anno fa Laura Boldrini e i presidenti delle camere basse di Germania, Francia e Lussemburgo promossero la Dichiarazione Più integrazione europea: la strada da percorrere. Una visione ribadita il 19 febbraio anche alla Lecture Spinelli di Torino. E che ora porta ben 15 firme di presidenti di camere, basse e alte, di 13 Paesi europei: Austria, Belgio, Cipro, Grecia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia e Spagna oltre ai quattro firmatari originari. Ora però la parola va ai cittadini italiani per confermare o sconfermare questa visione.

Che dire? In bocca al lupo a noi federalisti e a Simone “eurosaggio”. E in bocca al lupo agli europei, che non perdano la speranza per un’Europa migliore. E federale.

 

 

In alto: 7 domande, 7 eurosaggi... e la nave Europa da salvare col parere dei cittadini! - Fonte foto _TC Photography_

Parlamento europeo dopo la Brexit

Da Bruxelles, 29 giugno 2016

E` il 28 giugno e a Bruxelles si riunisce il Parlamento in seduta comune, mai convocato con così poco preavviso, per discutere dell´esito referendario dello scorso venerdì´(Brexit). La volontà degli inglesi di abbandonare l´Unione Europea ha lasciato un solco indelebile nella storia politica non solo europea, ma mondiale. Sono passati pochi giorni, ma le conseguenze non si sono rivelate pigre nel manifestarsi: immediato crollo della valuta inglese, la sterlina; elevata volatilità dei mercati finanziari (che riflettono con grande sensibilità´, per loro stessa natura, le variabili macroeconomiche e politiche della società); declino dell´economia reale. Questi sono soltanto effetti isterici, microfenomeni se confrontati con ciò che potrebbe invece accadere nel medio-lungo periodo. L´Europa ha reagito, come detto, convocando una sessione plenaria immediata.

Durante la seduta l´obiettivo è stato quello di sollecitare la Gran Bretagna a notificare il risultato referendario e ad avviare i negoziati per ufficializzare l´abbandono dell´UE. Il premier Cameron ha fatto capire di non voler procedere e di voler aspettare fine settembre, quando sarà stato scelto il suo sostituto. L´UE invece teme una diluizione dei tempi di negoziazione e pertanto ha presentato una risoluzione “per evitare una incertezza che sarebbe dannosa e per proteggere l’integrità dell´Unione”. Londra invece punta esplicitamente a perdere tempo, diluendo i tempi della ritirata per capire come risolvere un´equazione impossibile: restare nel mercato interno, amputandolo della libera circolazione dei lavoratori. La risoluzione (non vincolante) proposta dal Parlamento Europeo verte tutta quanta sull´articolo 50 del TUE (Trattato sull´Unione Europea), che disciplina l´uscita volontaria di uno Stato Membro dalla UE. Esso prevede, appunto, che la volontà debba essere esposta formalmente al Consiglio Europeo, per poi procedere immediatamente ai negoziati, “tenendo conto del quadro delle future relazioni tra Stato e UE”.

A Bruxelles, martedì´, si respirava l´aria di un momento storico, tra i volti preoccupati della maggior parte degli eurodeputati e i sogghigni compiaciuti di alcuni britannici, che hanno adornato il proprio seggio con tanto di, immancabile, bandierina inglese. Ad aprire le danze ci ha pensato, ovviamente, il Presidente del PE Schulz il quale, dopo aver aperto i lavori, ha pubblicamente ringraziato Hill, uomo di Cameron che ha lottato per il Bremain, che ha ricevuto una commovente standing ovation e che ha, secondo le parole del Presidente del PE, “svolto un eccellente lavoro da commissario”. Sono dunque bastati 10 minuti per rendere ancor più suggestiva e surreale una atmosfera che si prestava perfettamente a questo tipo di effetto. Un altro momento topico è stato quando Juncker ha preso parola; il suo discorso ha insistito sul rispetto scrupoloso nei confronti del volere dei cittadini britannici, i quali hanno espresso con grande entusiasmo la democrazia diretta. Il Presidente della Commissione Europea ha poi continuato: “sono triste dopo il voto in GB, ma ne trarremo le conseguenze… non chiedo agli inglesi di decidere oggi, ne´ domani o dopodomani, ma comunque nel più breve tempo possibile”. Teatrale ed eccitante lo scontro che ha avuto con Nigel Farage (leader dell´UKIP), fervido brexiter, cui Juncker ha rivolto parole ironiche e avvelenate: “Lei è l’ultima volta che applaude in questa assemblea”…”mi stupisce la sua presenza qui oggi!”. Infine, Juncker ha voluto precisare come l´Inghilterra non possa farsi attendere a suo piacimento: “No notification, no negotiation”.

Brexit

Non passerà inosservato nemmeno l´intervento di Weber, Presidente del gruppo EPP, il quale ha incipitato il suo discorso con un affascinante “ogni crisi è anche una opportunità", e che ha criticato Farage con meno ironia e maggior nettezza, accusandolo di menzognerie e di assurda esitazione a procedere una volta ottenuto ciò per cui si era tanto battuto. Weber si è poi prodigato in una esaltazione, di matrice quasi filosofico-concettuale, del rapporto tra entità sovranazionale ed identità nazionale: “Io sono bavarese, parlo il dialetto bavarese, tifo Germania a Euro2016, e sono europeo convinto”.

Citiamo poi, tra gli altri, un rilevante intervento del connazionale Pittella, il quale ha sostenuto che “nessun referendum può spezzare il filo storico e culturale che lega la GB con la UE”.

A fin seduta, si è passati al voto della suddetta risoluzione, che è stata approvata con 395 voti favorevoli, superando i 200 contrari. Tra questi ultimi ai annoverano perlopiù gruppi nazionalisti di estrema destra, sinistra radicale e M5S.

La volontà del Parlamento europeo è stata dunque chiara: alla Gran Bretagna non può essere concesso un “menu a la carte” (già aveva importanti deroghe all´interno della UE come l´esclusione dall´unione monetaria e dal Patto Schengen). Medesimo concetto è stato metaforicamente espresso dalla Merkel: “Colui che esce da una famiglia non può aspettarsi che tutti i suoi doveri spariscano e che i suoi privilegi vengano mantenuti”.

D´altra parte la GB vuole temporeggiare per evidenti motivi di ripensamento, collegati a reazioni economiche e politiche che forse nemmeno i brexiters si aspettavano; la sensazione è che l´Inghilterra, prima di notificare al Consiglio la volontà di abbandonare la UE, voglia assicurarsi alcuni vantaggi e rapporti di fiducia con la stessa prima di lasciarsi sfilare la corda dalle mani. Una volta infatti presentata al Consiglio la dichiarazione formale, il tempo per poter chiudere le trattative per la Brexit sarà di due anni, al termine dei quali Londra non sarà più effettivamente una città europea. Le vie per il Regno Unito di continuare a collaborare con l´Europa (pur non facendo più parte della UE) portano a 3 modelli: quello norvegese, che prevede l´ingresso nello spazio economico europeo; quello svizzero, che prevede una negoziazione ad hoc di libero scambio; quello turco, che prevede una negoziazione di una unione doganale con la UE.

Paradossale però rimane lo scenario che si presenterebbe se si dovesse veramente aspettare fino al momento del successore di Cameron (27 settembre) prima di poter cominciare i negoziati; in soli pochi giorni gli equilibri macroeconomici e finanziari sono stati scardinati dai postumi della Brexit, e non osiamo immaginare a cosa potrebbero portare 3 mesi di assoluta incertezza. Nella speranza che il fenomeno di forze centrifughe, pseudo-nazionaliste ed euroscettiche, possa trovare fine.

 

In alto: nuvole si addensano sul Parlamento europeo e sull'Unione la sera del referendum britanicco - Fonte foto Cédric Puisney. Seconda immagine: Brexit vista da... nessuno!

Il futuro, oggi
15 Set 2017 09:38 - Riccardo Moschetti

A meno di due anni dal termine del mandato, sembra finalmente che a Bruxelles si faccia sul serio. Volendomi limitare ad un'osservazione breve ma esaustiva mi verrebbe da dire "Bravo Jean-Claude, bravo !" nel suo francese che traspare dietro il suo accento lussemburghese. La plenaria dedicata alla relazione sullo stato dell'Unione Europea si conclude con un positivismo diffuso e una gran voglia  [ ... ]

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04 Lug 2017 10:05 - Riccardo Moschetti

Il 1° luglio 2017 si sono tenuti nella sede del Parlamento Europeo a Strasburgo i primi funerali di Stato dell’UE per l’ultimo saluto all’ex cancelliere tedesco Kohl, l’uomo artefice dell’unificazione tedesca dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e grande fautore del progetto europeo. La cerimonia solenne ma allo stesso tempo commovente ha permesso di evidenziare come [ ... ]

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Sunrise
23 Giu 2017 16:24 - Riccardo Moschetti

Era giovedì di esattamente un anno fà. Il Primo Ministro britannico, dopo aver fatto il solito discorso alla cittadinanza informando il mondo delle sue dimissioni, scomparve; come è solito accadere nel mondo politico anglosassone. Le prime reazioni vennero dal nostro ex Primo Ministro italiano Matteo Renzi, l'ex Presidente americano Barack Obama, l'ex Presidente francese Fançois Hollande.  [ ... ]

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21 Mag 2017 20:43 - Riccardo Moschetti

Molti dicono che ultimamente si stanno aprendo grandi spazi per promuovere l'integrazione in senso federale in Europa, dopo un recente passato spesso travagliato per l'Unione. E' un'occasione da non perdere si  dice per poter realizzare veramente dei passi avanti in termini di cooperazione e collaborazione tra stati, così come la più ferrea teoria federalista ci ha insegnato. E' proprio per q [ ... ]

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United in Diversity
31 Mar 2017 15:49 - Riccardo MoschettiUnited in Diversity

  Sono dell’idea che spesso non riesca a dire ciò che penso, ancora peggio se devo scriverlo. In questa occasione farò molto fatica, ma ci proverò. Scrivo dopo la pubblicazione del White paper di Junker sui 5 futuri possibili scenari dell’Unione Europea, dopo la celebrazione del 60 esimo dai Tdi Roma, dopo la March for Europe del 25 marzo, dopo che Theresa May ha ufficializzato [ ... ]

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17 Mar 2017 11:16 - Eventi in vista della Manifestazione del 25 marzo

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12 Mar 2017 09:35 - Riccardo MoschettiPer l'Europa

L’altra sera ho avuto la fortuna di parlare con alcuni ragazzi delle scuole superiori, quasi ex studenti in quanto all'ultimo anno, di cosa voglia dire per loro Europa.
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In data 12 marzo si è tenuto a Cuneo un incontro dal titolo “Agenda italiana per l’Unione Europea” con una relazione tenuta dall’On. Sandro Gozi, introdotta da Franco Chittolina, presidente dell’associazione Apice, e conclusa dal sindaco di Cuneo Federico Borgna. Sono stati toccati diversi punti importanti, ai quali noi federalisti siamo molto attenti, dell’Europa di oggi. Una rel [ ... ]

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Vivere l'Europa - pt. II: On the road
01 Mar 2016 14:00 - Vivere l'Europa - pt. II: On the road

Come vi stavo narrando la scorsa volta, trovare casa qui in Francia è abbastanza complicato e "non-lineare". Più o meno come il cartello qui sopra. La parte più divertente è che c'è una sorta di empasse, di contraddizione logica interna a tutto il processo. Per ogni affitto/acquisto di casa, chiedono un conto in banca francese. Senza troppi problemi o pensieri ti rechi nella filiale più v [ ... ]

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Vivere l'Europa - pt. I: Cerco casa, disperatament...
18 Feb 2016 23:32 -

Iniziamo, quindi, questa narrazione di vita europea quotidiana. Era una notte buia e tempestosa [cit.], e improvvisamente arrivò una mail: la mail di conferma di un periodo di studio all'estero, in particolare a inevra. Che poi, un federalista che fa un Erasmus, che in realtà non è un vero e proprio Erasmus, in Svizzera, sembra una barzelletta, ma continuiamo. I mesi precedenti alla partenza [ ... ]

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Vivere l'Europa - pt. 0: Hello world!
18 Feb 2016 22:28 -

Noi federalisti, come saprete (E se non lo sapete, sapevatelo), parliamo spesso d'Europa. Con un piano ben preciso: uno stato federale. Spesso presentiamo la cosa in maniera dettagliata (a volte, troppo) e con parole d'ordine e un linguaggio da scienziati politici. E come spesso ci fanno notare, sembriamo "utopici", pieni di belle idee e teorie, ma non di pragmaticità. Non è del tutto vero, ma p [ ... ]

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ODG 18/10/15
13 Ott 2015 23:47 - Stefano Moia

E' convocata per il giorno 18/10 ore 15 una riunione del Direttivo regionale. L'evento si terrà fisicamente in via Schina 26, Torino, con possibilità di collegamento via skype, e verrà concluso da una cena di autofinanziamento alle ore 19.30. Si prega di confermare la partecipazione solo per utenti via Skype e per la cena. Ordine del giorno del 18/10/15, ore 15.00 (formazione) La sfida  [ ... ]

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Tirocinio di politica internazionale? Te lo offre ...
11 Ott 2015 09:48 - Tirocinio di politica internazionale? Te lo offre il CESI

  Sei desideroso di compiere un tirocinio a contatto con chi la politica la studia da vicino? È quello che propone il ntro Einstein di Studi Internazionali: un tirocinio extracurriculare di 6 mesi come collaboratore della segreteria di direzione: la sede è in via Schina 26 a Torino. Fai attenzione solo alla scadenza per iscriverti: il 31 ottobre 2015, come puoi leggere dal k del tiroc [ ... ]

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